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Come ripristinare smartphone e tablet Android

Una guida passo passo al ripristino del sistema Android per smartphone e tablet

Vi succede sempre più spesso che il vostro smartphone si blocca, è rallentato, non risponde ai comandi o comunque non ha più le prestazioni iniziali? Oppure avete deciso di venderlo ma non volete che alcuni vostri dati rimangano in memoria?

Una delle possibili soluzioni è il ripristino di sistema. Questa funzione cancellerà dallo smartphone tutti i vostri dati e impostazioni (account, mail, preferenze, app, ecc.) riportando, quindi, il telefono allo stato originario (come se l’aveste appena comprato).

ATTENZIONE: il ripristino eliminerà tutti i vostri dati, quindi è consigliabile effettuare un backup dei dati tramite collegamento USB prima di procedere.

Requisiti: La batteria del telefono deve essere carica almeno al 50% (ciò è molto importante, in quanto la batteria deve durare per tutto il processo di ripristino, circa 10 min a pieno regime).

 

Passo 1: Tocca il pulsante tutte le app

Pulsante tutte le app

Pulsante tutte le app

 

Passo 2: Tocca il pulsante impostazioni

Pulsante impostazioni

Pulsante impostazioni

 

Passo 3: Scorri verso il basso e premi su backup e rispristino

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Backup e ripristino

 

Passo 4: Conferma il ripristino

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Ripristino Android

 

Passo 5: Riavvio e ripristino (circa 10 min.). Al termine avrete il vostro telefono come appena acquistato.

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Ripristino completato!

Guida creata da Simone Gaido IG Service – Assistenza informatica/Grafica/Web

 

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Google e privacy – La cronologia delle posizioni. Cos’è, come visualizzarla o disattivarla

Domanda al volo: Dove eravate il 15/12/2011 alle 16.42?

Probabilmente la vostra risposta sarà: “mmm… non ne ho idea”. La maggior parte di noi non riesce a rispondere correttamente alla domanda.

Ma Google (purtroppo o per fortuna) può! E vi permette di ripercorrere tutti i vostri spostamenti!

Grazie alla Cronologia delle posizioni è possibile visualizzare tutti gli spostamenti effettuati. Questa funzione, infatti, se attiva, permette la tracciatura costante della vostra posizione basandosi sul gps. Ad esempio, se avete un iPhone  o uno smartphone Android ed avete accettato di condividere la vostra posizione troverete sulla cronologia tutti i vostri spostamenti.

Per visualizzare la vostra cronologia spostamenti cliccate qui

Per disattivare il servizio è sufficente cliccare sulla rotella in alto a destra nella schermata della cronologia posizioni, premere su impostazioni e cliccare su “sospendi”.

Simone Gaido IG Service

 

 

Blue screen of death

Microsoft, il ritorno del blue screen of death

Redmond chiede agli utenti di disinstallare l’ultimo update di sicurezza di Windows, in attesa di ulteriori aggiornamenti. Nel frattempo si prepara l’avvento di Windows 9

Nei giorni scorsi Microsoft ha ricevuto centinaia di lamentele legate al medesimo problema: il tristemente noto errore del Blue Screen of Death (BSOD). Nel maggior numero dei casi il problema ha riguardato gli utenti di PC con la versione 64 bit di Windows 7: la stessa vittima di una serie di crash che portavano allo stesso drastico schermo nel dicembre 2011.

Responsabile dei problemi ora avuti dagli utenti sarebbe l’aggiornamento di sicurezza MS14-045 rilasciato da Microsoft lo scorso 12 agosto, insieme ad altri nove update per affrontare tre diversi problemi legati al kernel Windows. Non è ancora chiaro quale sia il problema, ma l’aggiornamento in questione genererebbe messaggi di errore di tipo x50, innescando il crash di sistema.

Così, Redmond ha riferito ora di star investigando la questione e nel frattempo ha rimosso il link al download dell’update ed ha chiesto, gentilmente, ai suoi utenti di provvedere a disinstallarlo in modo da evitare proprio l’errore che porta allo “Schermo blu della morte”.Nel frattempo, peraltro, Microsoft sta preparando la strada per Windows 9: proprio in questi giorni aumentano le indiscrezioni circa un prossimo arrivo di una preview della nuova versione del suo sistema operativo, nome in codice “Threshold”, che potrebbe essere disponibile al pubblico già a partire da settembre.

Fonte: Claudio Tamburrino Punto Informatico

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Rilevate vulnerabilità Adobe Flash/Air/Reader/Acrobat – Aggiornamento consigliato

Adobe ha rilasciato aggiornamenti di sicurezza per risolvere sette vulnerabilità nelle sue piattaforme Flash e Air e una nel suo Reader e Acrobat che, secondo l’azienda, viene sfruttata da malintenzionati in alcuni attacchi isolati verso utenti di Adobe Reader su Windows.

Le vulnerabilità possono consentire ad un utente malintenzionato di prendere il controllo del sistema interessato“.

Questi aggiornamenti risolvono una vulnerabilità sandbox bypass che potrebbe essere sfruttata per eseguire codice nativo con privilegi di amministratore su Windows.

La vulnerabilità in Adobe Acrobat e Reader è stata segnalata dal direttore di Kaspersky Lab Global Research and Analysis team Costin Raiu e Vitaly Kamluk.

“Al momento, non stiamo fornendo alcun dettaglio su questi attacchi siccome l’indagine è ancora in corso“, ha detto Raiu. “Anche se questi attacchi sono molto rari, solo per rimanere sul sicuro si consiglia a tutti di scaricare l’aggiornamento dal sito di Adobe il più presto possibile.”

Le versioni di Apple OS X di Acrobat e Reader non sono vulnerabili. Solo le versioni Reader e Acrobat 11.0.07 e versioni precedenti per Windows sono interessati, secondo la società.

L’altro aggiornamento per la protezione fixa sette vulnerabilità in Flash Player, la maggior parte delle quali sono considerate critiche da parte della società.

Le versioni interessate sono le seguenti:

Adobe Flash Player 14.0.0.145 e versioni precedenti per Windows e Macintosh
Adobe Flash Player 11.2.202.394 e versioni precedenti per Linux
Adobe AIR 14.0.0.110 e versioni precedenti per Windows e Macintosh
Adobe AIR SDK 14.0.0.137 e versioni precedenti
Adobe AIR SDK & Compiler 14.0.0.137 e versioni precedenti
Adobe AIR 14.0.0.137 e versioni precedenti per Android

La società ha invitato i propri utenti ad applicare gli aggiornamenti entro tre giorni su piattaforme Windows, Mac e Linux. Gli utenti possono aggiornare Acrobat e Reader con il comando Aiuto> Controlla aggiornamenti. Gli utenti di Flash Player possono scaricare la versione più recente di Adobe. Gli utenti di Internet Explorer e Google Chrome su Windows 8 e superiori riceveranno aggiornamenti del browser da quelle società con le versioni integrate.

Microsoft ha inoltre implementato nove aggiornamenti di sicurezza per affrontare almeno 37 falle di sicurezza in Windows e relativo software, tra cui Internet Explorer, Windows Media Center, One Note, SQL Server e SharePoint.

La società ha inoltre apportato alcune importanti modifiche in questo mese. Microsoft ha annunciato che inizierà presto il blocco dei controlli ActiveX scaduti per gli utenti di Internet Explorer, e sosterrà solo le ultime versioni di NET Framework e IE per ogni sistema operativo supportato.

Fonte: Hacker News

Black Hat 2014

Black Hat, la sicurezza secondo Dan Geer

Il guru della sicurezza informatica interviene a Las Vegas parlando di Windows XP open source, responsabilità legali per chi vende software e di acquisti di massa delle falle zero day da parte del governo statunitense

Dan Geer interviene all’edizione 2014 della conferenza Black Hat prendendosela ancora una volta con Microsoft, i produttori di software e più in generale con un’industria informatica che, a suo dire, si deve assumere le proprie responsabilità in vista dell’imminente disastro di sicurezza che attende l’umanità digitale al varco.

Co-autore del sistema X Window e del protocollo di autenticazione Kerberos, Geer è noto per aver accusato Microsoft (nel 2003) di rappresentare un rischio concreto alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti per via del monopolio di fatto detenuto da Windows nel mercato dei Personal Computer. Dopo questa sortita l’esperto perse il posto, ma ora si è ampiamente rifatto come chief information security officer per i capitalisti di ventura di In-Q-Tel che lavorano per supportare lo sviluppo tecnologico della CIA.

Nel suo speech Cybersecurity as Realpolitik, Geer ha inanellato alcune idee per dare un nuovo volto della sicurezza informatica, idee sicuramente destinate ad alimentare polemiche su più fronti. L’umanità digitale è a un bivio, spiega l’esperto, e occorrono soluzioni drastiche per evitare la distruzione dell’intera industria tecnologica dovuta all’inazione.Geer propone ad esempio di imporre ai produttori di software proprietario la responsabilità legale delle conseguenze concrete di eventuali bug e vulnerabilità di sicurezza presenti nel codice, responsabilità da cui potrebbero invece essere esentate quelle aziende che rilasciassero pubblicamente il codice sotto licenza open.

Il governo statunitense, poi, dovrebbe poi acquistare tutte le vulnerabilità zero day a un prezzo 10 volte superiore a quello di mercato, imporre lo sviluppo di patch correttive e poi pubblicare tutti i dettagli sulle falle, propone Geer, un modo per ridurre la capacità distruttiva delle falle e contribuire alla pace nel mondo (sic).

Il guru dell’infosec non si dimentica di Microsoft e invoca la distribuzione del codice sorgente di Windows XP, un obbligo che dovrebbe essere imposto a tutte quelle aziende che abbandonano il supporto di un prodotto software allo stesso modo in cui l’abbandono di un figlio o di una proprietà privano un individuo dei diritti su quel figlio o quella proprietà.

Il diritto all’oblio imposto dalle recenti sentenze europee a Google e agli altri colossi della ricerca in rete? Un diritto essenziale che andrebbe ulteriormente rafforzato, spiega ancora Geer, perché tutti hanno il diritto di “reinventarsi” e i professionisti dell’intelligence hanno sempre più difficoltà a creare false identità realistiche da usare nell’ambito del loro lavoro contro i cattivi.

Articolo di Alfonso Maruccia

Google valorizza i siti web protetti

Google privilegia i siti sicuri

Il protocollo HTTPS diventa ufficialmente un parametro che pesa sul ranking dei siti fra i risultati di ricerca. Per incoraggiare tutta la Rete ad offrire agli utenti connessioni cifrate

Se i gestori dei siti non provassero la stessa vocazione di Google nei confronti della tutela della sicurezza dei loro utenti, Google ha pensato di incoraggiarli con la promessa di un miglior ranking, che potrà essere innalzato per i siti che adottassero il protocollo HTTPS.

A confermare quanto già prospettato dal noto Googler Matt Cutts nei mesi scorsi è un post sul blog ufficiale di Mountain View dedicato ai webmaster: “Oltre a lavorare internamente, lavoriamo anche per rendere Internet più sicura su scala più ampia – si spiega – Una grande importanza in questa iniziativa la riveste l’assicurarsi che i siti a cui le persone accedono attraverso Google siano sicuri”. In un processo probabilmente accelerato dai timori rispetto alle pratiche di sorveglianza emerse con il Datagate, Google ha dimostrato la propria devozione alla cifratura delle comunicazioni, e vorrebbe che tutti coloro che popolano la Rete si mostrassero solidali.

Per persuadere i gestori dei siti ad aderire alla causa, oltre a mettere a disposizione strumenti e informazioni, Google ha pensato di premiarli: nei mesi scorsi Mountain View ha sondato il terreno con dei test, provando a introdurre l’HTTPS come parametro per gli algoritmi dedicati al ranking del suo motore di ricerca, e ha ottenuto risultati soddisfacenti, tanto da convincerla ad adottare la pratica.Google spiega che le comunicazioni cifrate sono “Per ora un fattore che influisce solo leggermente – coinvolge solo l’1 per cento delle query su scala globale, e ha un valore minore rispetto al parametro dell’alta qualità dei contenuti – per dare il tempo ai webmaster di passare a HTTPS”. In futuro, però, Google non esclude che l’HTTPS possa pesare sempre di più sul ranking: “vorremmo incoraggiare tutti i proprietari dei siti a passare da HTTP a HTTPS per fare in modo che tutti sul Web possano essere sicuri”. Molti dei siti più frequentati della Rete ci stanno ancora lavorando.