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Come ripristinare smartphone e tablet Android

Una guida passo passo al ripristino del sistema Android per smartphone e tablet

Vi succede sempre più spesso che il vostro smartphone si blocca, è rallentato, non risponde ai comandi o comunque non ha più le prestazioni iniziali? Oppure avete deciso di venderlo ma non volete che alcuni vostri dati rimangano in memoria?

Una delle possibili soluzioni è il ripristino di sistema. Questa funzione cancellerà dallo smartphone tutti i vostri dati e impostazioni (account, mail, preferenze, app, ecc.) riportando, quindi, il telefono allo stato originario (come se l’aveste appena comprato).

ATTENZIONE: il ripristino eliminerà tutti i vostri dati, quindi è consigliabile effettuare un backup dei dati tramite collegamento USB prima di procedere.

Requisiti: La batteria del telefono deve essere carica almeno al 50% (ciò è molto importante, in quanto la batteria deve durare per tutto il processo di ripristino, circa 10 min a pieno regime).

 

Passo 1: Tocca il pulsante tutte le app

Pulsante tutte le app

Pulsante tutte le app

 

Passo 2: Tocca il pulsante impostazioni

Pulsante impostazioni

Pulsante impostazioni

 

Passo 3: Scorri verso il basso e premi su backup e rispristino

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Backup e ripristino

 

Passo 4: Conferma il ripristino

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Ripristino Android

 

Passo 5: Riavvio e ripristino (circa 10 min.). Al termine avrete il vostro telefono come appena acquistato.

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Ripristino completato!

Guida creata da Simone Gaido IG Service – Assistenza informatica/Grafica/Web

 

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USB Tipo C inseribile in entrambi i sensi

Finalizzato lo sviluppo del nuovo connettore per dispositivi USB, un cavo che potrà essere inserito in entrambi i sensi. L’industria di settore si adeguerà in tempi ridotti

Se ne parla da tempo, e ora il nuovo connettore USB a doppio verso di inserimento ha raggiunto finalmente la fase finale dello sviluppo. Completati i lavori sulle specifiche del connettore “Tipo C”, per dispositivi USB 3.1, ora toccherà all’industria darsi da fare con la produzione di massa.

USB 3.1 Tipo C

Il nuovo socket USB introduce una novità significativa in uno standard di interconnessione rimasto sostanzialmente invariato da 18 anni a questa parte, con plug di dimensioni ridotte (simili agli attuali micro-USB), la possibilità di inserirlo nel socket in entrambi i sensi e la perdita della retrocompatibilità con le porte USB incluse nei dispositivi già presenti sul mercato. Non cambiano naturalmente le capacità di trasferimento dati (10 Gbps) e i 100W di energia accessibili dalla porta USB.

Lo standard USB Type-C ha raccolto un interesse globale che ha investito una lunga lista di settori industriali, ha spiegato il presidente dello USB 3.0 Promoter Group Brad Saunders, con aziende provenienti dal mondo PC, mobile, automotive e IoT (Internet delle cose).Conclusi i lavori sulle specifiche, ora toccherà allo USB Implementers Forum (USB-IF) stabilire un programma di certificazione da passare ai produttori di dispositivi. In teoria occorrerebbe un lasso di tempo significativo prima del debutto commerciale dei nuovo connettore, ma colossi del calibro di HP scommettono su tempistiche ridotte in confronto all’adozione di massa dello standard.

Fonte: Alfonso Maruccia Punto Informatico

HTML 5 – Panoramica sulle funzionalità

HTML 5 – Panoramica sulle funzionalità

Lo HTML 5 è l’ultima evoluzione dello HTML (Hypertext Markup Language), il linguaggio di markup che serve a strutturare le pagine web. La prima versione venne ideata e sviluppata a inizio anni ’90 da Tim Berners-Lee, l’uomo che ha dato vita alla nascita e allo sviluppo del World Wide Web, ovvero di Internet così come lo conosciamo e lo utilizziamo ogni giorno.

Lo sviluppo di questo nuovo standard web ha avuto inizio nel 2004 a opera del Web Hypertext Application Technology Working Group (WHATWG), un consorzio di ricerca formato da alcuni sviluppatori della Mozilla Foundation, di Apple e di Opera Software. Inizialmente ha convissuto con lo XHTML1.1, ma viste le grandi potenziali della quinta release dello HTML5 il primo venne messo da parte dal W3C a favore di quest’ultimo. Per ora, tuttavia, non si può parlare ancora di uno standard, poiché non è stato formalmente accettato e riconosciuto dal W3C (World Wide Web Consortium), ma di un Candidate Recommendation, ovvero uno step prima di diventare standard.

Lo HTML5 nasce dall’esigenza di tenere il web al passo con i tempi. L’ultimo linguaggio di markup standardizzato dal consorzio (la release 4.0.1) risaliva al 1999, da allora il Web è molto cambiato. Si deve far fronte, innanzitutto, alla “comparsa” della multimedialità sul palcoscenico di Internet: gli ipertesti che formavano le pagine web (e che lo HTML doveva collegare tra di loro) non erano più formate solamente da testo e immagini statiche. Da anni sul Web si potevano vedere, caricare e scaricare sia file video che file musicali. Per ovviare a questa deficienza, molti sviluppatori avevano ideato sistemi alternativi per implementare musica e filmati nelle pagine web (vedi ad esempio Flash o Java); con il linguaggio HTML 5 è invece possibile includere e gestire contenuti di questo genere in maniera nativa – senza la necessità di installare plugin – grazie alle classi di oggetti <video>, <audio> e <canvas>. Al momento, però, per poter gestire animazioni con HTML5 c’è ancora bisogno dell’aiuto di linguaggi di formattazione come il CSS3.

Altra novità di rilievo introdotta con lo HTML5 riguarda la possibilità di memorizzare in locale dati scaricati tramite il web browser (anche in grosse quantità). In questo modo, si rende possibile l’utilizzo di applicazioni web (come ad esempio Gmail e altri servizi analoghi) anche in assenza di connessione a Internet.